San Pietroburgo - May Day

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Eccoci di ritorno dalla Cordialissima Russia, più precisamente dalla cordialissima città di San Pietroburgo, anche nota come Pietrogrado, Leningrado, Winniethepoohgrado e chi più ne ha più ne metta. Per pigrizia digitale d'ora in avanti la chiamerò semplicemente San Pietroburgo.




Iniziamo con alcune valutazioni generali: tutti i pregiudizi che uno ha sui russi, sono per lo più veri: hanno i baffoni, bevono molto, sono generalmente scorbutici soprattutto con i forestieri, e hanno una strana concezione dell'ospitalità. Il loro rapporto con le lingue straniere è di generale diffidenza, al limite del disgusto. Il risultato è che a differenza della maggioranza dei paesi da noi visitati, nessuno o quasi parli un inglese sufficiente a svolgere anche le conversazioni più semplici tipo: "dov'è l'uscita?" o "la carne è brasata o cotta sous vide?", che poi sono anche le più frequenti in un city trip dell'era moderna. La combinazione di una socievolezza degna del paguro eremita e dell'incapacitá di comunicare se non a gesti e mugugni, con le ovvie eccezioni positive, rende la visita un'esperienza sicuramente diversa e interessante, quasi come una pagina di Aguzza l'Ingegno sulla settimana enimgmatica.




Superato lo scoglio della lingua, San Pietroburgo è senza dubbio una delle cittá più belle e ricche di ricchezze del globo terracqueo. Per certi versi ricorda Roma, anche se è difficile dire quali, ma sicuramente il fiume tortuoso e la presenza di tantissimi palazzi di grande eleganza e di variegati colori creano una atmosfera familiare. La città ha una storia lunga e complessa, che si traduce in una grande mole di cose da vedere e da capire. È una città europea, nel senso che non ci sono cammelli per strada o banchetti di insetti fritti, ma allo stesso tempo è una città Russa, il che significa che le scritte sono al contrario tipo еязи e che le ragazze girano in mutande appena c'è un raggio di sole all'orizzonte. Alla fine della fiera ci sono cose peggiori, ad esempio se il paese fosse infestato da serpenti marroni che mangiano tutto, sarebbe molto peggio (e quelli di Guam lo ben sanno). Altra cosa assai curiosa è che San Pietroburgo si trova davvero molto a nord, sul golfo di Finlandia, e per questo ed altre ragioni che non starò qui ad elencare, le giornate durano assai a lungo. Pur non essendo il periodo delle notti in bianco, la luce era ben forte fino quasi a mezzanotte. Bizzarro.




La città, come direbbe il buon Tiziano, si lascia camminare, offrendo chilometri di strade stradine canali ponticelli prati e parchi da girare in lungo e in largo. Baciati da un sole che a Bruxelles avrebbe fatto gridare alla fine del mondo, abbiamo consumato le suole delle nostre comode scarpe a furia di fare su e giù per prospettive e ulitse di varia natura e genere. L'ultima volta che avevo camminato così tanto avevo un terzo degli anni e avevo braccia e gambe del diametro di un grissino di quelli che si usano per tagliare il tonno, ma il mio fisico ha retto l'urto, almeno fino al terzo giorno, quando ho scoperto che esiste il dolore agli stinchi, parte del corpo probabilmente sottovalutata nella sua utilità. Abbiamo visto chiese, grandi chiese, cattedrali e basiliche, abbiamo visitato palazzi corti e lunghi, girato lunghi fiumi e lungofiumi, preso autobus tram taxi, aliscafi e scafi senza ali, e provato tutti i colori delle cinque linee di metropolitana presenti in città, le cui stazioni da sole varrebbero il costo del biglietto (25 rubli, dividete per 40 e avrete gli euro).

Una menzione particolare la merita il museo Ermitage, con i suoi 24 km di corridoi, le sue immmmmmense e immensamente lussuose stanze, e una collezione di quadri e sculture da far invidia a musei minori tipo il Louvre. È strano alla soglia dei trenta anni vedere un quadro e ricordarsi di averlo studiato o quantomeno visto su qualche libro o sussidiario, sensazione quasi costante all'Ermitage. Basterebbero le collezioni di Picasso e Matisse per giustificare la visita. Altra nota interessante, soprattutto per gli inglesi: praticamente tutto il contenuto dell'Ermitage è stato regolarmente acquistato da collezioni di famiglie nobili russe e non. A parte qualche quadro rubato ai nazisti, il resto è solo frutto della politica di grandeur culturale degli zar, e della loro infinita ricchezza. Anche in un momento di delirio come la seconda guerra mondiale, il contenuto del museo fu spostato negli Urali, per preservarlo dai bombardamenti. Well done russi!




Capitolo cibo, come al solito. Prima di arrivare non avevo granché idea di quali fossero le leccornie della cucina russa, ma quel poco che sapevo mal si sposava con i miei pur facili gusti. Avendo provato un po' tutto il provabile posso sentenziare, con l'autoritá garantitami dalla mia lauta panza, che a San Pietroburgo si mangia gran bene: la carne è in generale molto buona e ben preparata, il pesce anche, seppur in quantità minori, anche se a giudicare da numero dei locali che lo servono, il cibo nazionale è il sushi. Buonissimi i blini, le crêpes locali, serviti con ripieni vari di cui ottimo quello di carne e cipolle. Non male le zuppe tra cui ottimo il Borsh, e buonissimi i dolci, soprattutto la torta al miele con i suoi mille strati di dolce grassitá. Altra cosa buona i succhi, sempre freschi, anche di mela che altrove non si trova quasi mai. Unica nota negativa un uso eccessivo dell'aneto, che è si bello a vedersi, ma non per questo va infilato in ogni dove senza criterio. Posto che dopo un po' la mancanza della pasta col sugo si sente, credo che mi potrei adattare facilmente alla cucina russa, e nutrirmi esclusivamente di montone e manzo siberiano. Giusto anche ricordare che in una città già di suo costosa come san pietroburgo, mangiare fuori è economicamente assai salassante. Per fortuna che il muro è caduto e i vari McDonalds e soci hanno potuto invadere le strade di Leningrado con le loro fritte leccornie a prezzi equi.




Concludo dicendo che San Pietroburgo è un gran bel posto dove si vedono un sacco di cose e un sacco di cosce, dove si cammina un bel po', si mangia bene e si spendono molti copechi, e dove si impara a comunicare con la forza di volontà più che col verbo. Le tante foto riassumeranno quanto discusso sopra, o forse no, ma in entrambi i casi, prima che la hostess mi assalga con urla beduine, vi saluto e chiudo questo simpatico capitolo della mia rubrica "viaggi, salumi e formaggi" della quale si sentirà parlare per molto molto tempo ancora.

Alla proximus!

Ps: nota di colore, Giovedì mi hanno scippato il portafogli sull'autobus, in puro stile "beware of pickpockets". Il seguente trambusto, tra roaming internazionale alla ricerca dei numeri per bloccare le carte, l'assurda scoperta dell'impossibilità di connettere telefonicamente Russia e Belgio, la corroborante visita al consolato italiano per fare la denunzia (dove ci hanno fatto fare una telefonata ma non due perché costa), e l'infinita rosicazio per la perdita di beni tangibili e non, hanno aggiunto al divertimento della vacanza, se un pomeriggio passato ad aver voglia di picchiare tutti con un badile è da considerarsi divertimento. Dopo una notte di sogni violenti e un po' razzisti, il dolce risveglio a ore improbe con la voce di Elmira, affabile barista del Fiiiiiisca bar che avendo trovato il mio portafogli si era presa la briga di risalire al mio luogo di ritiro con deduzioni eccellenti.




Ovviamente sarebbe stato troppo pensare di ritrovare all'interno delle cosce pellose del mio ormai storico portamonete soldi e carte di credito, ma tutto il resto era li, intonso e vissuto ancor più di prima. Oltretutto il portafogli stesso è un regalo, a cui tengo assai. Grazie Elmira, e buona notte.

Ecco qui tutte le foto:

St. Petersburg May Day

Canada Not Very Dry

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Per ora le foto, poi arriverà un lauto commento!

Canada Not Very Dry


Saludos!

Come si fa a non dargli ragione?

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MILANO - Dopo Pomigliano e Mirafiori il nuovo contratto investirà anche Melfi e Cassino. È quanto afferma Sergio Marchionne nell'intervista a Repubblica che, rispondendo ad una specifica domanda, sostiene che «non c'è alternativa». «Non possiamo vivere in due mondi - afferma Marchionne - Io spero che, visto l'accordo alla prova, non vorranno vivere nel secondo mondo nemmeno gli operai».

UTILI AGLI OPERAI - Marchionne ha poi promesso di alzare i salari se riuscirà a ridurre i costi di utilizzo degli impianti oltre a quelli del lavoro: «Possiamo arrivare al livello della Germania e della Francia. Io sono pronto». L'ad di Fiat si è anche detto disposto a far partecipare gli operai agli utili. «Ci arriveremo - ha affermato -. Voglio arrivarci. Ma prima di parteciparli gli utili dobbiamo farli».

L'ALFA - Alla domanda relativa alla possibilità di vendere l'Alfa Romeo Marchionne è lapidario: «Fossi matto, è roba nostra». «Grazie a Chrysler l'Alfa arriverà in America, con una rete di 2 mila concessionari, e farà il botto». Marchionne, inoltre, afferma di non voler vendere anche la parte relativa ai veicoli industriali. «Manco di notte - risponde alla specifica domanda -. E l'arroganza tedesca, gliela raccomando. Quando volevo comprare Opel non me l'hanno data perché ero italiano...».

PIÙ TESTE - L'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne risponde poi ad una domanda sulla localizzazione della «testa» decisionale del gruppo automobilistico: «Bisognerà abituarsi al fatto che avremo più teste, a Torino, a Detroit, in Brasile, in Turchia, spero in Cina. Ma un cuore solo. Così rimarranno vive quelle quattro lettere del marchio Fiat. Vediamole. Fabbrica: produciamo ancora, vogliamo produrre di più. Italiana: siamo qui e non vendiamo nulla. Automobili: resta il cuore del business. Torino: se ha dei dubbi, apra la mia finestra e guardi fuori». Sulle nuove auto prodotte a Mirafiori, poi, aggiunge: «il Centro Stile rimane qui, il design, ma anche i progetti, le piattaforme di origine: la piattaforma della Giulietta è nata qui, è stata riadattata negli Usa, adesso torna qui per fare da base ai Suv Jeep e Alfa». (fonte: Ansa)

Parole Sante.

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«È veramente offensivo il fatto che bisogna vedere i punti
specifici del piano di Fabbrica Italia» ha aggiunto
Marchionne. «Non ho chiesto allo Stato, ai sindacati di
finanziare niente - ha proseguito il manager - è la Fiat che
sta andando in giro per il mondo a raccogliere i
finanziamenti necessari per portare avanti il piano. Andate
in giro, voi e i sindacati, a raccogliere i soldi».
«Chiedere a Fiat di svelare i dettagli del piano - ha quindi
rincarato Marchionne - lo trovo ridicolo. Vogliono vedere il
resto degli investimenti? Ma che scherziamo?». «Sono appena
tornato dal Brasile, dove ho inaugurato con l'ex presidente
Lula una fabbrica a Pernambuco - ha ricordato -, non si
sarebbe mai permesso qualcuno in Brasile di farsi dare i
dettagli dell'investimento: non lo fa nessun altro paese del
mondo. Smettiamola di comportarci da provinciali - ha poi
affermato -, quando serviranno gli altri 18 miliardi del
piano li metteremo».

Ma si puo' dover aspettare?

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Bene....

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Ma la tua famiglia sa? «No, certo che non sa. Ho
aspettato di compiere 18 anni e poi ho detto: mamma vado in
Italia a rubare. Tutti i romeni rubano. E mia madre mi ha
dato la sua benedizione»
. Walter, 26 anni, felpa e
calzoncini, interrompe la discussione. «Viene con me ogni
volta che fa jogging, almeno un paio di volte alla
settimana. A lui piace, dice che è come fare il
defaticamento, lo rilassa». Ma come Walter ce ne sono tanti.
Otto su dieci sono maratoneti del sesso. «Corrono e f…, come
dicono loro». Dieci clienti al giorno per 30 euro. «Qualcuno
di quelli normali ci chiede anche di andare in albergo.
Nessun problema: a 10 minuti da qui, con l’auto, andiamo in
un alberguccio di via Washington che costa solo 20 euro per
un passaggio. Io, però, in hotel prendo 40 euro». E fa i
conti ad alta voce: «Io guadagno 300, 400 euro al giorno.
Diciamo che al mese metto in tasca 6, 7 mila euro. Mille
vanno per la spesa e altre cosucce, 300 per l’affitto della
casa che divido con altre tre colleghe romene, il resto lo
mando ai miei per farli star bene e per pagare i muratori
che mi stanno costruendo una nuova casa. Sarà pronta tra sei
mesi: bella, grande, spaziosa, con un immenso giardino. Mia
mamma è orgogliosa di sua figlia. Ladra, ma non puttana...».

fonte:
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_ottobre_
7/prostituzione-romene-san-siro-jogging-focarete-
1703900967028.shtml
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  • "Finché è un'emittente così piccola come Radio Padania, non ci preoccupiamo... Vorrà dire che quando la Padania farà il mondiale, le faremo il tifo contro
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    (Daniele De Rossi, 18 Giugno 2010)
  • ""Purtroppo Apple ogni giorno che passa diventa sempre più simile alla Microsoft di un tempo, alla Microsoft che era odiata da tutti e che non mancava mai di prevaricare sia i consumatori che il resto dell'industria. In molti sensi è diventata simile alle aziende che soleva criticare. E' diventata una compagnia affamata di soldi e di potere""
    (Guy Kawasaki, 20 Gennaio 2010)
  • "“I'm not like John Lennon, who thought he was the great Almighty. I just think I'm John Lennon.”"
    (Noel Gallagher, 28 Maggio 2006)
  • ""Quanto successo oggi dimostra che forse in Belgio è più facile ottenere l'autorizzazione per una manifestazione a favore dei pedofili che contro il terrorismo islamico""
    (Mario Borghezio (Capogruppo Leganord a Strasburgo), 11 Settembre 2007)
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